Spartito colorato

Spartito colorato

sabato 18 agosto 2018

Ti piace vincere facile?

(titolo originale: Ti piace vincere facile? Quali sono le regole del gioco?)

Ogni attività ha più o meno delle regole scritte o non scritte. Un militare cercherebbe appunto di usare la massima forza su un punto debole. In teoria dovrebbe evitare di uccidere civili, bambini o edifici, ma in realtà la logica militare alla fine fa anche questo. In teoria in un campo di battaglia ci potrebbe essere anche uno della croce rossa senza una maglietta visibile della croce rossa per qualche motivo. E quindi comunque la logica militare è intrinsecamente ingiusta. E secondo me sarebbe sbagliata perfino di fronte ad una persona addestrata che sa come muoversi su un campo di battaglia e che è disposto ad uccidere e quindi io potrei essere autorizzato a farlo a mia volta. Ma anche se secondo me la logica è sbagliata avrei dei dubbi ad attuare una pace imponendola contro la volontà di qualcuno che invece vorrebbe fare la guerra per qualche motivo che non condivido.

Così un capo di stato per difendere gli interessi di uno stato potrebbe essere autorizzato (ed è successo) anche ad uccidere una persona senza avere una certezza totale del motivo che muove una tale persona.

Così diciamo uno squalo della finanza per esempio uno di quelli che riesce a far fallire una azienda per poi comprarla a poco e rivenderla a pezzi avendone però un guadagno certo sta seguendo una sua logica di successo e di guadagno andando contro ad altre forze più vulnerabili e che richiedono un equilibrio più complesso ma più costruttive ed utili per la società.


Così esistono i venditori senza scrupoli che o per formazione o per necessità impellente di denaro o per semplice stupidità e insensibilità riescono a stipulare dei contratti a loro vantaggiosi ma distruggendo sia la fiducia generale ma ancora peggio la fiducia nei normali rapporti umani verso uno sconosciuto.

Così io potrei fare delle promesse non reali ad una ragazza giovane ed ingenua mostrando belle parole, sicurezza o qualcosa di prestigioso per avere un qualche tipo di soddisfazione di durata breve o media.

Anche una bella ragazza potrebbe affascinare magari un ragazzo con molte insicurezze o incertezze e che magari non riesce a relazionarsi con l'altro sesso da molti anni e magari "rubargli" il suo amore non ricambiato o fargli rivelare una conoscenza intima o farsi fare dei regali.

Così potrei, ma non lo faccio, avvicinare una ragazza minorenne, farle dei bei sorrisi, darle un fiore, e magari proporgli una mia idea politica o della società.

O potrei trovare un bambino di dieci anni per strada che sta giocando con un pokemon, rubarglielo e scappare, con un grande senso di soddisfazione per l'impresa raggiunta.

Mentre invece le competizioni e gli sport fanno parte di ambiti con regole formalizzate e quindi uno sa di cosa si tratta. A me piacciono molto anche gli sport dilettantistici o fatti per la salute o per altri motivi ma non li impongo al di sopra degli sport agonistici. Sono una alternativa. Per quanto mi è capitato di lottare facendo una arte marziale con una ragazza e uscirne con diversi lividi. Per me l'arte marziale è un hobby-sfogo per la salute e la coordinazione psicofisica anche per compensare un lavoro di ufficio sedentario. Ma se per qualcuno vincere in un normale allenamento è la cosa più importante del monde e per potermi allenare devo tornare a casa con dei lividi anche con possibilità di infortuni e quindi discontinuità di un allenamento allora dovrei andare in un posto diverso e confrontarmi con persone simili al mio modo di vedere le cose. Può essere anche normale per una ragazza di avere delle motivazioni psicologiche di rivalsa o di affermazione anche sul sesso maschile più che altro per vincere delle insicurezze. Però se non si è in una situazione di guerra non ha senso praticare una attività con dei rischi di infortuni. Almeno per me.
Ma c'è una guerra in corso? Per qualcuno la guerra è permanente, anche nel lavoro. Io scelgo la felicità.













martedì 14 agosto 2018

Che cos'è la liberta?

(titolo originale: Che cos'è la libertà e come la vedo dal mio punto di vista)


Prima di leggere quello che scrivo vorrei chiedere a te che leggi cosa è la libertà dal tuo punto di vista personale? Chieditelo per trenta secondi e poi continua a leggere.

E' stare con gli amici. Potersi fidare e ricordarsi quello che si è fatto insieme.
E' avere una famiglia, essere liberi di poter decidere della propria vita, e di avere un piccolo calore a cui tornare.

Poter essere indipendenti economicamente e affettivamente.
Poter viaggiare in nuovi posti, nuovi confini, a volte anche ostili. Farsi ospitare spendendo poco.
Vorrei essere libero di affermare la mia idea, di metterla in pratica e di confrontarmi con un altro con idea affine alla mia o che non gli piace.

Vorrei essere libero e felice come una farfalla.
Vorrei poter suonare il piano ed esprimere quello che ho dentro.

Vorrei poter puntare all'eccellenza ed essere riconosciuto per quello che ho fatto.
Vorrei poter respirare, e non morire asfissiato, anche se so che l'ossigeno, come ciò che mangio, come i miei legami affettivi, ma perfino me stesso non sono stati creati da me o sono cose su cui ho il controllo.
Vorrei una Porsche e una ragazza giovane e bionda.

Vorrei essere amato veramente e avere vicino una persona anche nei momenti difficili perché mi ama non per un benessere momentaneo o che ho creato per essere apprezzato ma per qualcosa di più profondo.
Vorrei una casa, dei vestiti e poter decidere dei miei spostamenti.
Vorrei un lavoro.
Vorrei fare delle gite in mezzo alla natura e in altre città.
Vorrei fare il vagabondo e suonare il flauto agli angoli delle strade, con una melodia molto leggera, che si confonde con le note del vento.

Vorrei poter difendere le cose, persone e idee che sono a me care, anche se so che qualche tipo di incertezza potrebbe rimanere.
Vorrei poter sviluppare conoscenze al di sopra di quello che viene comunemente ritenuto vero o giusto.
Vorrei avere la libertà, rara e preziosa, di poter abbracciare e scambiare gentilezze, in modo anche occasionale, senza secondi fini e senza legami. Ma lo so... è solo un sogno.

Vorrei esplorare mondi sconosciuti.
Vorrei lottare con un orso bruno a mani nude sapendo che ho poche possibilità di successo, ma potrei perdere dignitosamente.

Esistono in oltre altre idee di libertà ascetiche, trascendenti o in altri piani dell'essere... ma queste non sono per persone normali. La maggior parte delle persone non è in grado di rinunciare all'amore di coppia.











martedì 7 agosto 2018

Riguardo la disciplina mentale e psicofisica

Consiglierei sia a quelli che hanno o che credono di avere delle idee interessanti o innovative, sia ad una persona qualunque, ma soprattutto a chi sta vivendo un momento di difficoltà, e quando la situazione lo permette, di dotarsi di una autodisciplina.
E se non siete in grado di autodisciplinarvi trovate pure un formatore o un maestro che lo faccia gratuitamente o dietro compenso. Io invece potrei al massimo interagire per un breve periodo senza dare indicazioni precise.
Il modello per chi vuole sviluppare nuovi ambiti della conoscenza è quello del genio e regolatezza. Ma ancora di più genio-ingenuo. Che non è una contraddizione in termini ma la semplice idea, molto diffusa sia in ambiti universitari che in di formazione, che dopo aver strutturato teorie o pratiche complesse e articolate se la cosa non la rappresenti come molto semplice significa allora che non la hai compresa bene. Oltre alla comprensione poi serve molto duro lavoro.
Su quali pratiche mettere in atto sia a livello di pensiero che a livello di esercizio fisico (con il corpo), ma anche a livello di come ci rappresentiamo la realtà non consiglierei degli esercizi specifici ma di cercare in giro. Ce ne sono molti. Consiglierei sicuramente di personalizzarli ma anche di inventarne dei nuovi. E se alcuni esercizi esistenti vi calzano alla perfezione allora avete trovato la vostra strada: non siete dei nostri. O siete su questo blog solo di passaggio in quanto io mi sto riferendo prevalentemente a persone fuori dalle righe e dalle strutture sociali e che hanno bisogno di cose completamente diverse e nuove. Mentre invece i veri affezionati del blog più probabilmente lo leggeranno per mezz'ora alla settimana perchè questa è l'impostazione principale del blog. E se qualcuno dovesse farne uno studio approfondito e ricavarne una ispirazione o una strada per lungo termine lo faccia pure mentre per me scrivere è poco più di una passione.







 

lunedì 6 agosto 2018

Figli di un do minore

In un certo senso se si tratta una persona con qualche difficoltà o con qualche problema con indifferenza o senza spirito di aiuto e fratellanza non perchè non si è in grado di aiutarli ma perchè non si crede sia giusto, non si ha la volontà o si pensa di essere superiori è possibile poi essere costretti a doversi immedesimare nella loro stessa situazione. Anche nel breve termine.
Allo stesso modo è sbagliato trattare male, ignorare o disprezzare una persona che ci sta dando un esempio positivo di etica, di comportamento o di saggezza, diciamo una figura che ha qualcosa da dire agli altri.

La maggior parte delle persone è nel mezzo e ha diritto a rimanere quella che è facendo attenzione a questi due limiti. Io personalmente sono per aiutare in modo specifico una tipologia di persone che soffrono e stanno male ma hanno una elevata sensibilità e creatività e anche qualche capacità o forma di resistenza. Poi ognuno ha le proprie inclinazioni, i propri gusti e si identifica di piu o di meno in un certo tipo di persone. E' anche giusto aiutare se stessi per aiutare gli altri. E quindi avere prima una stabilità e poi aiutare o fare qualcosa di costruttivo. Potrebbe anche essere possibile fare il proprio percorso solo essendo se stessi e non seguendo nessuno di questi due estremi ma allora si starebbe fuori dal mondo.





giovedì 26 luglio 2018

Patterns of understanding in the philosophy of human development

(Traduzione approssimativa: Schemi di comprensione nella filosofia dello sviluppo umano)

Il titolo è in Inglese perchè il binomio "Pattens of understanding" mi sembrava interessante così come è a volte usato dalla cultura e dalla scienza anglosassone. Dal mio punto di vista per spiegare lo sviluppo umano, come e perchè viene enfatizzato, e direzionato tramite l'educazione dai bambini e poi dallo studio scolastico, dalle istituzioni scientifiche universitarie fino a quelle religiose ed econimiche e perfino dalla letteratura e filmografia e dalla musica e dalle attività sportive c'è bisogno di una breve giustificazione filosofica. Io sto coniando e lanciando il seme di questa "filosofia dello sviluppo umano" perchè ci sia confronto e venga spiegato il perchè di certi sistemi educativi e culturali e di certe attività umane promosse da alcuni sistemi ideologici, politici ed economici e sia chiaro in quale direzione portano, quali limiti hanno e quali alternative ci sono. Il dialogo è tra coloro che leggono questo articolo con la proposta di usare questi metodi che sto proponendo e questi concetti di saggezza generale come punti generali di contatto e di riferimento.
Una cosa di base che noterei subito guardando il mondo e la società è che c'è un controllo più o meno assoluto di una questione così critica e cruciale per lo sviluppo dell'umanità come quella che vorrebbe decidere o supervisionare quale è la strada che si vorrebbe intraprendere. Il controllo quasi assoluto c'è nei mondi anglosassoni dove si sbandiera ossessivamente un tipo di ideale della libertà e un modo specifico di intendere la libertà come pure c'è in seno al Cristianesimo in particolare Cattolico. E c'è anche in paesi che hanno anche esteriormente l'aria di dittature come quella Cinese o un po' meno marcate come la Russia. Io inizierei a promuovere dei piccoli spazi in cui le persone potrebbero da bambini e da adolescenti esplorare liberamente la realtà che le circonda iniziando a muovere il corpo, a camminare, a muovere lo sguardo, a toccare gli oggetti, a capire le forme, a capire che se uno da una spinta ad un altro bambino quest'altro piange o gli restituisce la spinta a seconda del suo carattere, fino a formarsi un seme della personalità e poi un pensiero strutturato ed una rappresentazione consapevole di se stesso e del mondo che c'è intorno, per poi provare anche a metterla in discussione dopo che si è creata e si è in grado di avere un lavoro autonomo e si è liberi di fare scelte indipendenti a livello personale e lavorativo. I bambini di dieci anni per esempio almeno in Italia, ma anche nei paesi anglosassoni ricevono delle grandi pressioni psicologiche , insieme a molto affetto, basati sulle paure dei genitori che sono spesso irreali e non permettono loro di esplorare il mondo fisico e delle proprie idee e sensazioni in modo libero. Il genitore secondo me dovrebbe osservare con attenzione ed affetto il bambino da una certa distanza e lasciarlo libero, per intervenire, con tranquillità e fermezza solo in caso di un pericolo reale e lasciare con pazienza che il bambino esplori con curiosità, anche correndo quei piccoli rischi che può gestire, e fare entrare il bambino in zona di "lieve pericolo" più e più volte per farlo confrontare con la realtà senza intervenire in maniera psicologicamente coercitiva per far evitare che il bambino in un eventuale futuro possa mettersi in un pericolo eventuale. Bisogna poi ovviamente nel caso il bambino abbia paura ed insicurezza offrire affetto e calore umano quando ne ha bisogno a sua richiesta. Senza parlare di questa fase di apprendimento, a mio avviso, non si può parlare di alcun tipo di conoscenza o di mente umana o tecnologica o virtuale perchè non le riconoscerei alcuna base reale o poche o deformate capacità cognitive. O bisognerebbe spiegare e giustificare quale basi di realtà abbia una mente generata diversamente in modo artificiale o divino. Quindi secondo il mio avviso se la mente non ha una possibilità di libera esplorazione di quello che è esternamente ed interiormente confrontandosi regolarmente con il suo senso di insicurezza e di sicurezza e sapere ciò che la limita rispetto al suo senso di sopravvivenza fisica e psicologica non ha alcuna realtà o avrebbe una realtà che dovrebbe essere spiegata in qualche modo. Quindi in un certo senso una mente dovrebbe conoscere quale è il suo grado di libertà e io suoi orizzonti e le proprie limitazioni e dovrebbe conoscersi e relazionarsi all'esterno in base a queste conoscenze che ha acquisito spontaneamente ed empiricamente ed ha poi potuto spiegarsi e conoscere con il pensiero e le proprie emozioni. Senza questi requisiti la mente potrebbe essere meccanica, quindi non libera, e quindi una entità inanimata, o non conoscere i propri limiti e quindi non avere una sorta di senso o istinto di sopravvivenza o sensazione di vivere, e quindi ancora una entità inanimata, alcuna consapevolezza di ciò che è in relazione a come si è formata anche con un pensiero strutturato e quindi una mente inconsapevole, che ancora non è una mente o sono menti virtuali e non umane.
In alternativa ai canali tradizionali di formazione delle persone tramite l'educazione e poi lo studio nelle istituzioni culturali e scientifiche, proporrei, per i pochi casi che potrebbero riuscire a farlo e ne avessero dei benefici dei percorsi di studio indipendenti, scelti autonomamente dalla persona, che comunque dovrebbe avere una conoscenza chiara, di tipo anche accademico, ma magari senza aver alcun titolo di studio, scientifica ma anche culturale-storica o religiosa o anche di una disciplina o scienza che non esiste e che vuole creare e che rappresenta un nuovo modo di osservare la realtà e di pensare e di muoversi nel mondo, con i suoi metodi di lavoro, le sue possibilità di sviluppo e di portare dei risultati e i suoi limiti conseguenti ai metodi, alla tecnica e alle basi teoriche che ne caratterizzano le modalità e lo sviluppo. E comunque ancora direi che un approccio è secondo me valido, utilizzabile o metodico, solo se conoscendone le modalità con cui si sviluppa e con cui è stato creato e le basi teoriche su cui si è costruito sa quali sono i suoi limiti e i casi in cui non può fornire delle risposte attendibili. E questo sapere le basi e i limiti non è limitante come potrebbe sembrare ma è la base della consapevolezza e del confronto. E anche la teologia e la religione in quanto conoscenze rivelate o che non seguono i criteri storici, culturali o scientifici hanno una limitazione, almeno di applicazione nel mondo, dovuti e connaturati proprio al proprio carattere rivelato o mistico-religioso.
Comunque sono abbastanza contrario a creare delle discipline ibride tra scenze ufficiali e mistica o religione, a parte casi molto particolari, o che comunque non sono in realtà degli ibridi ma solo l'una o l'altra cosa. Sia a discipline di tipo di sviluppo del potenziale umano a partire da conoscenze pseudoscientifiche o psudomistiche, sia a discipline che dichiarano di essere scientifiche ma che non ne applicano realmente le metodologie e non ne seguono i criteri.
Invece io qui vorrei proporre un approccio all'apprendimento e al modo di pensare e di rappresentarsi la realtà e di strutturare la mente che non è del tutto nuovo ma è stato preso da altri ambiti in cui ha dato ottimi risultati e riutilizzato come modo per guardare la realtà e quindi per strutturare la propria mente ed il proprio pensiero in una modalità nuova, che non serve per sviluppare il potenziale umano, non è una scienza ufficiale che guarda il mondo esterno separato da se stessi e lo analizza con i metodi della scienza e non è una religione che postula rivelazioni o verità divine a cui le persone non possono normalmente accedere o che presumono l'esistenza di fenomeni sovrannaturali o sovrasensibili non spiegabili altrimenti che con la religione stessa. Ma contiene una comprensione e delle nozioni dell'etica e la pratica di virtù non assolute o rivelate e spiegabili o comprensibili sebbene presupponga la possibilità di cambiare il proprio modo di essere e di guardare la realtà ed è quindi una filosofia.
A parte i metodi conosciuti e tradizionali della filosofia intendendo con questo termine i sistemi di pensiero che si sono sviluppati a partire dall'antica grecia e che anche nel mondo moderno portano questo nome con un significato generalmente univoco ma anche facendo riferimento a sistemi di pensiero mistico-religiosi che però sono spiegabili a parole o comunque con le parole sono intuibili o ancora che tramite l'uso del linguaggio possono "ispirare" le persone anche con un linguaggio poetico o gradevole oppure molto analitico e strutturato e quindi sistemo orientali, Indù o Buddisti o di filosofia-mistica occidentali, vorrei proporre qui un metodo di strutturare il pensiero attraverso un insieme di schemi di comprensione (patterns of understanding), ognuno abbastanza piccolo, studiabile singolarmente, comprensibile e applicabile per osservare la realtà da quel punto di vista senza negare gli altri punti di vista. Ognuno abbastanza universale e con ampia applicazione sia nel mondo umano, nell'ambito scientifico, privato o in altri ambiti e ognuno spiegato abbastanza correttamente e sintetizzato in poche pagine, un nome e degli ambiti di applicazione e dei limiti. Un insieme di questi piccoli e completi schemi di comprensione possono formare una "mente" se supportati da un organismo o macchina biologica che abbia una storicità, nel senso che ci sia una traccia di come sia venuto alla luce, conosca i suoi limiti di comprensione e di esistenza o sopravvivenza ed abbia una esistenza fisica o un modo di interagire con il mondo che chiamiamo "materiale". Non approverei o non crederei invece l'esistenza di una "mente" che non abbia una giustificazione storica e non abbia o non conosca i propri limiti esistenziali, fisici o psicologico-animici e sia quindi eterna o immutabile e che possa "far vivere" questi schemi di comprensione.
Questi schemi di comprensione potrebbero riguardare tipi di conoscenze trasversali per disciplina e campo di applicazione e che si ripetono simili e quasi mai uguali nella mente, nella natura e nella realtà o nei modi e nelle strategie di agire e di risolvere i problemi o nei modi in cui gli oggetti fisici, organici e non, sono costituiti. Quindi questi sono una serie di principi generali in un certo senso.
Ne cito alcuni noti e anticamente conosciuti e applicati e ancora validi ai giorni nostri per inquadrare meglio una idea così astratta, vaga e poco definita.
Parlando di lotta o di strategia militare citerei quello che bisognerebbe, per vincere, applicare la massima forza in un punto abbastanza piccolo in cui c'è la massima debolezza o criticità dell'avversario. 

Parlando di dinamiche tra guerra e pace citerei il principio secondo cui chi pratica la pace dovrebbe avere la supervisione o il controllo di chi pratica la guerra.
Parlando di rapporti umani citerei quello secondo cui non dovrebbe fare agli altri quello che non vorrebbe essere fatto a se stessi o vorrebbe fare agli altri ciò che vorrebbe essere fatto a se stessi. Questo nella misura in cui riconosca questa identità o questa specularità o pari dignità tra se stesso e un altro.
Citerei anche dei principi specifici per delle discipline per la progettazione del software, per la costruzione di edifici o per i propri spostamenti, sicurezza o per fare un lavoro o su come educare, insegnare e aiutare.
Potrei anche citare la massima che dice così in altro come in basso. Che non è solo una massima esoterica, ma la si ritrova nella struttura del cosmo come nelle particelle, come nell'organismo umano, come nei frattali e in alcune piante.
Ci sono anche principi ancora più ovvi e scontati che invece non applichiamo.

Come per esempio se vedi che una cosa è sbagliata o ha un problema e ne trovi un altra miglore o più adatta dovresti modificare la cosa che stai facendo o i metodi che usi o te stesso. E questo principio del "perfezionamento" in realtà ha anche dei limiti e non può essere applicato all'infinito o indiscriminatamente con un pensare "ingegneristico" perchè in realtà con un metodo di perfezionamento infinito o di continuo sforzo a migliorare spesso si segue un binario fisso e non si risolveranno mai altri tipi di problemi o guarderà mai la nostra realtà da un altro punto di vista o non si potranno mai raggiungere certi tipi di conoscenza. 
Un altro principio è quello, anche questo in teoria ovvio, che se vedi una persona migliore di te in qualcosa o in generale, ma anche in una cosa piccola, potresti essere abbastanza umile da apprendere da lui quella cosa che tu non sai qualunque sia il tuo livello di conoscenza e di sviluppo e qualunque sia il suo anche a costo di essere estremamente umile e di dover rinunciare ad una certa egoicità o certa sicurezza e privilegi, questo sia che l'altra persona sia un maestro o una persona qualunque.
Altri schemi per esempio biologici dicono che la vita tende sempre ad espandersi e a crescere, ma anche questi schemi hanno dei limiti e delle eccezioni e le forme di vita che non tendono a crescere o ad espandersi ma potrebbero anche crescere e deperire sia contemporaneamente che a fasi alterne che come succede nel mondo materiale con i cicli di nascita, crescita e morte.
Un altro principio è che più o meno ogni pensiero o frase o concetto o cosa che vediamo può essere visto da più direzioni o ha più versi di quanti pensiamo o ci rappresentiamo. Ed in parte questa struttura a schemi di comprensione piccoli, separati ed interconessi permette molte percorrenze e relazioni o similitudine dall'uno all'altro. E così è fatta anche la realtà materiale, il pensiero e la materia.
Un altro principio è di mantenere più semplicità di quanto si immaginerebbe o si vorrebbe fare.

Un altro è di applicare gentilezza in generale nelle relazioni umane ma perfino con gli oggetti e le parole anche scritte, leggendo o scrivendo, e quasi sempre se ne ricavano dei benefici.
Un altro principio è che è possibile analizzare e quindi separare in parti e in fasi più o meno ogni cosa, idea o processo per approfondire e spiegare alcune cose e poi è possibile sintetizzare di nuovo una analisi dettagliata e strutturata in una entità semplice, coerente e organica in modo di poter appicare praticamente, facilmente ed elegantemente le cose che si è compreso non dovendo pensarci mentre le si applica.

Collegato a quest'ultimo è il concetto di svelare e velare una conscenza, tecnica o cosa. Normalmente quando si applica una conoscenza di cui si ha la padronanza non ci si pensa e non la si spiega contemporaneamente mentre la si applica. E in un certo senso mentre la si applica elegantemente e con maestria non la si conosce più ma la si è integrata nel proprio essere ed in quel momento è di nuovo celata alla vista. Poi la si può di nuovo dedurre dal comportamento e capire o analizzare, magari da altri o da se stessi per un ulteriore approfondimento.
Un altro principio è che una verità se è guardata da più punti di vista contemporaneamente diversi e che danno risultati simile ma non identici ha un grado di verità più profondo di una verità detta da un solo punto di vista.
Un articolo di questo blog potrebbe esser visto come uno specifico schema di comprensione, mentre un altro potrebbe spiegare tutto il blog da un punto di vista e un altro ancora spiegare l'intero blog da un altro punto di vista.

Parlando della mia visione e percezione di quello che viene definito e pubblicizzato come "sogno Americano" direi che il principio secondo il quale ogni persona potrebbero avere diritto indipendentemente dalla situazione di partenza, sociale, economica, culturale o etnica avere diritto a realizzare la felicità, in questa vita, purchè si sia disposti ad un impegno ed uno sforzo, anche estremo se si dispone di qualche capacità e talento, ma anche con poche capacità e talento. Io vedrei così il principio di libertà ad essere felici su cui si potrebbe basare l'America (del nord) anche senza che sia necessario un enorme apparato militare, tecnologico e mediatico per la difesa dello stesso o per la critica o l'attacco dei nemici, ma forse possibilmente perfino senza quel tipo di sistema economico, ma con altri meccanismi di regolazione delle relazioni sociali, commerciali o dei meriti, delle virtù acquisite o dei valori.
Ora vorrei parlare brevemente di persone robotizzate o con il codice a barre o trattate come prodotti commerciali o come persone con un libero arbitrio vincolato o senza libero arbitrio.
Vorrei introdurre un ultimo schema di comprensione che ho capito e verificato sulla libertà. Questo schema dice che la nostra percezione della libertà si può, a seconda del nostro grado di consapevolezza e della nostra situazione, ampliare o ridurre. E vorrei dire che per ogni volta che il nostro libero arbitrio sembra ridursi sempre di più e pensiamo di essere subordinati, schiavi o che ci stanno privando della nostra libertà, se questa cosa è reale ed il nostro libero arbitrio si stà riducendo è sempre possibile entrare con fiducia in un imbuto o singolarità dove il libero arbitrio sembra restringersi all'infinito fino a scomparire per poi entrare in un altro stato di coscienza o mondo in cui c'è un grado di libertà superiore. E questo è il principio secondo il quale la coscienza e la persona, singole ed in gruppo, si evolvono secondo salti e balzi o secondo dei cicli. Quindi vorrei incoraggiarvi e darvi fiducia in quasiasi situazione siate o credete di essere specialmente se la situazione è disagevole, critica o sofferente o di ridotta libertà, e più critica e più avete la possibilità di evolvere e di svilupparvi. Se non ci fossero queste situazioni sarebbe impossibile o ancora più difficile evolvere.







mercoledì 25 luglio 2018

Progetto di tutela e di inserimento sociale e lavorativo

(Titolo originale: Progetto di tutela e di inserimento sociale e lavorativo di una categoria di persone il cui nome è da inventare)

Io vorrei relazionarmi con una sorta di categoria umana che potrei trovare eccezionalmente e con grandi disagi a roma e poi più lontano. Un po' per trovare me stesso e un po' per tutelarla. Perché è l'unico tipo di persone con cui potrei fare amicizia o avere una relazione affettiva o parlare di questioni filosofiche o spirituali o condividere tempo e interessi al momento. Probabilmente non è un progetto in cui mi aspetterei di trovare un appoggio ma potrebbe esserlo. Ho scritto una cosa sugli idot savant, i finti scemi e i rainman. Sono definizioni che ho trovato nel parlare e nella filmografia un po' in giro. Che in generale sono persone con qualche spiccata sensibilità (in senso di dote) o talento e qualche elevata sensibilità o vulnerabilità (in senso problematico) o difficoltà di socializzazione ma che potrebbero essere attivi lavorativamente anche con ottimi risultati se trattati nel modo giusto e relazionandocisi in modo diverso che con gli altri dopo averli identificati. La cosa potrebbe essere spirituale oltre che psicologica. Non è in realtà buddista. E neanche cristiana. Ma laica. Il modello che suppongo somiglierebbe al buddismo sarebbe tipo forrest gump o jackie chan che secondo me conterrebbe una sorta di egoicità o di fortissima autoaffermazione sebbene sia molto utile ed etico da vari punti di vista e che valorizzi caratteristiche che sono buone invece di essere considerate negative o problematiche come penserebbero la maggior parte delle persone. Mentre il modello cristiano è di una persona sensibile e vulnerabile e pura, diciamo angelica, o fanciullesca o tipo agnello ma comunque morta o che non lascia alcun segno positivo visibile all'esterno e non è felice in questa vita e che lascia invece agli altri una sorta di amaro in bocca e la speranza di una giustizia altra da quella sociale se non una  sproporzionata punizione divina per chi non è stato attento a qualcosa di cui neanche era stato avvisato. Rainman invece è una esagerazione all'americana tra capacità quasi paranormali e grandissimi problemi a vivere. Tutte e due estremizzate. In un film in cui Tom Cruise alla fine dice di volere bene realmente a Rainman anche se all'inizio se ne è approfittato. Ma che conoscendo la psicologia di Tom Cruise la cosa non è granchè credibile perché Tom Cruise non ha sentimenti né alcuna forma di altruismo che non gli procuri un tornaconto personale. E non andrebbe bene neanche quello. In mezzo ci sarebbero tante altre possibilità. Che nessuno conosce ancora. Ma che ho visto in giro. E neanche potrei dire di avere le capacità intelletuali sviluppate o l'handicap grave come Stephen Hawking. Anche perché in realtà l'università non la ho potuta fare anche avendo vinto una borsa di studio per meriti. Ancora Stephen Hawking supportato e portato alla luce ancora dal modello americano che accentua questi casi estremi e paradossali. E comunque trovo di essere più affine e di avere una comprensione più immediata leggendo altri divulgatori scientifici che usano un linguaggio differente ed esempi diversi.

Mi viene in mente anche Giovanni Allevi. Che sembra suoni benissimo il piano e faccia una musica significativa ed orecchiabile. E sembra rappresenti una sorta di genio molto sensibile che poi è diventato un musicista famoso. Lo ho visto in una intervista in tv dove la conduttrice gli ha fatto una domanda scomoda e gli ha chiesto se lui in parte recitasse questa parte ben visibile del genio sensibile oltre ad esserlo veramente. E lui alla tv ha parlato dicendo che dovrebbe essere il pubblico a decidere in base a quello che vede. Ed io aggiungerei che il pubblico da casa attraverso la tv non sa nulla della persona e vede cosa la tv gli mostra. Cosi mostrando grande capacità quasi da trascinatore politico e conoscenza dei media, oltre a tecniche di gestione e difesa della propria immagine, quasi all'americana, al limite di dire delle falsità pur di tutelare il proprio status economico ed il proprio successo e non quello di altri geni sensibili. Ha anche dimostrato di non essere affatto sensibile e certamente non vulnerabile se non essere vulnerabile ma contemporaneamente essere circondato da una ventina di marines americani armati (metaforicamente). Quindi è chiaramente un vip che gestisce il proprio successo e che in oltre afferma se stesso e non altri geni sensibili che potrebbero aver bisogno di sostegno senza ambire a diventare famosi.
Io vorrei tutelare ed essere e relazionarmi (e già lo sono e lo faccio) con quelle persone che non tutela nessuno e che hanno una reale difficoltà a vivere e che non possono o non vogliono essere famose o diverse dagli altri in qualche senso. E anche difendermi e trovare un lavoro part time in cui posso vivere ed essere quello che sono. In un certo senso vorrei slegare Forrest Gump e Jackie Chan dall'area che presumo buddista. Vorrei che l'agnello sacrificale o l'angelo non siano morti e non lascino punizioni divine ma siano vivi e con una qualche serenità se non dignità almeno accettabili e che Rainman non fosse catturato da Tom Cruise nei suoi intenti arrivistici.
E vorrei essere trattato per le mie peculiarità e quindi conosciuto, magari con una definizione, che ancora non c'è. E' un concetto che è in via di definizione e andrà precisandosi trovando delle presone reali affini a queste che ho descritto ma che non è nessuna di queste. E comunque è una categoria di tipologie umane, quindi laica. E per ora se facessi un lavoro part time in un ambiente qualsiasi sarebbe come mettere un telescopio con una certa sensibilità o definizione e un certo valore o scopo o utilità come appendiabiti magari forzato da pesi o sporcizie che ne impedirebbero l'uso e la funzione. O come usare un leopardo come mulo da soma o come usare un elefante in uno slalom o una scimmia per progettere una rete informatica. Però dovrei spiegarmi a qualcuno essere ricunosciuto in quanto tale e poi inserirmi in un contesto. Ho visto un film in cui un gruppo di minatori inglesi si alleava con un gruppo di omosessuali per una sorta di lotta politica e per riuscire ad avere una minima dignità di sopravvivenza. Mentre poi la cosa diventerebbe una lobby estremamente potente. Io non sono ne un minatore inglese ne un omosessuale inglese. Ma potrei avere qualcosa di inglese. E non ho e non mi interessa alcuna forza politica se non conoscere una decina di persone che potrebbero rispecchiarsi in certe caratteristiche e che non avrebbero alcun interesse ad influenzare la politica o la società o a formare un potere se non per il semplice fatto di riuscire a trovare un lavoro part time adatto ed essere riconosciuti per quello che si è ed avere la dignità di esistere. Se per fare questa cosa così di base servisse un potere potrebbe essere usato per tali fini e non per altro. Ma più probabilmente neanche servirebbe una azione che produca una certa forza se non il semplice fatto di identificare una tipologia umana e trattarla per quello che è e non confonderla con altre cose quindi snaturandola o maltrattandola o forzarla dentro categorie che non sono le sue e che la società non prevede. In ultima analisi basterebbe un nome ed una definizione per certe caratteristiche umane preferibilmente non troppo precisa ma sfumata ma sufficiente ad evitare intrusioni errate o imbrogli. Tutto questo sempre se non per fare ciò non diventerò a mia volta in qualche modo egoista o la maschera di me stesso o non dovrò adottare delle tecniche di gestione e difesa dello status o di appoggiarmi a qualche lobby o infine di dover morire invece di riuscire a realizzare una dignitosa felicità in questa vita. E in questo mi servirebbe incoraggiamento, consiglio e un aiuto in un lavoro di ricerca, conoscenza teorica e di persone reali. Ma gli psicologi cosa fanno? Oltre a prescrivere i farmaci, a prendere stipendi alti e trattare freddamente e con distanza (come prescrive la pratica) persone che avrebbero bisogno di altro, sempre considerando le eccezioni e gli psicologi che fanno quello che dovrebbero fare nonostante e avversate da una struttura che non gli permette di fare quello che sanno intuitivamente e con il cuore che sia utile fare?









lunedì 23 luglio 2018

Sull'uso che sto facendo del linguaggio e delle parole

Titolo originale:
Sull'uso che sto facendo del linguaggio e delle parole, e sullo sviluppo del potenziale umano che a volte viene troppo enfatizzato e altre volte totalmente tralasciato

Qualcuno sarà scosso o sorpreso dallo stile e dal linguaggio che uso. Si potrebbe dire che le cose che ho scritto e che scriverò in futuro potrebbero venire da un uso delle parole corrispondente ad un piccolissimo dizionario di duemila parole. E mentre poeti e filosofi spesso usano complesse costruzioni logico-linguistiche e parole ricercate e dal significato preciso io uso un dizionario che potrebbe essere quello di un bambino di dodici anni molto intelligente o di uno straniero che ha studiato una lingua per qualche anno fino al livello intermedio. Anche la lunghezza degli articoli è adatta a chi ha dieci minuti liberi e non ha tantissima attenzione, capacità, memoria o voglia, o che più probabilmente si dedica alla filosofia come hobby o come passione e legge velocemente da un blog. Questa non è una provocazione come quella che potevano aver fatto i dadaisti all'epoca, che avendo una ottima tecnica pittorica, si mettevano a disegnare figure semplici e quasi infantili.
C'è invece un motivo serio e profondo dietro queste scelte. Molti parlano del mondo delle idee di Platone, studiano, discutono, e perfino lo insegnano a parole. Ma per accedervi è un'altra cosa. E' necessario modificare un pochino il nostro modo di pensare ed il modo in cui organizziamo i ragionamenti, le parole e i significati che attribuiamo. Dietro un tale modo di pensare c'è anche, ma non solo, una sorgente di eterna giovinezza e di verginità mentale. Il corpo normalmente invecchia e andare contro l'invecchiamento del corpo oltre la normale cura e salute risulta morboso e innaturale. Mentre una mente fresca e uno sguardo su un orizzonte incontaminato e rigenerante sono possibili consigliati. Più che parlare di come dovremmo utilizzare il pensiero, linguaggio e memoria ho direttamente utilizzato tali strumenti nel modo che volevo trasmettere. Chi vorrà farà esercizi e meditazioni o discipline più precise e mirate.
Mentre per l'informatica o la matematica o la fisica o per la descrizione dettagliata di un ambiente o del carattere di una persona o di una serie di eventi è necessario un linguaggio preciso e univoco e anche di distinguere tra parole e situazioni in maniera netta e dettagliata per questi scopi filosofici o metafisici, di ricerca della verità e di andare al di la del tempo io consiglio di fare diversamente. Consiglio di avere un dizionario estremamente ridotto e di associare alla parola, oltre al suo significato preciso, una ideo o un concetto abbastanza ampio e sfumato in un modo consapevolmente ingenuo e approssimato. Questo ci aiuterà a notare immediatamente i concetti affini tra di loro ed averli vicini di modo da sapere subito tutte le analogie e ed i paragoni tra le cose e i significati apparentemente molto diversi e lontani. Quindi una immagine di insieme dell'universo linguistico e mentale contenuta approssimativamente in ogni singola parola. Questo creerà una sorta di nuvola di significati attivi e in movimento che può essere paragonato al mondo delle idee di Platone o ad un approccio olistico. Probabilmente esistono anche altri approcci per arrivare al significato ultimo e al senso della vita ma questa modalità è in un certo senso sicura. Possiamo mettere in discussione anche l'uso della memoria che facciamo oltre al pensiero e anche le emozioni e tutto ciò che ci riguarda fino ad avere una percezione animica. Si possono fare esercizi, studiare e confrontarsi. Il campo è aperto e si può anche mettere in relazione il metodo ascendente in cui si cerca il divino a partire dalle nostre possibilità e conoscenze, con il metodo discendente e quindi incontrando chi dice di custodire una rivelazione divina o dice di essere iniziato.
Si possono anche fare esercizi per perfezionare un'arte o una abilità discorsiva, di scrittura, manuale, o una conoscenza o maestria di un ramo del sapere o del saper fare. Anche pulire casa o fare la spesa o fare bene il proprio lavoro. L'invito è a non stare fermo e non essere pigro e a non scoraggiarsi  perchè queste cose sono tutte possibili. Con pazienza, volontà, sforzo e talento.
La maggior parte delle persone sono ferme, bloccate da limitazioni al livello di idee o convinzioni su cosa possono o non possono fare. E per questi limiti hanno una vita insoddisfacente, piccola e disarmonica. Io vorrei invece fare un caldo incoraggiamento per la realizzazione della propria e altrui felicità.
Se la cosa vi incuriosisce ma vi risulta un po' vaga potete fare dei tentativi con voi stessi e se non trovate una direzione o non arrivate a nulla potete cercare un buon insegnante.
In sostanza si può essere molto umili e altruisti ma anche fare bene le cose.