Spartito colorato

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lunedì 23 luglio 2018

Sull'uso che sto facendo del linguaggio e delle parole

Titolo originale:
Sull'uso che sto facendo del linguaggio e delle parole, e sullo sviluppo del potenziale umano che a volte viene troppo enfatizzato e altre volte totalmente tralasciato

Qualcuno sarà scosso o sorpreso dallo stile e dal linguaggio che uso. Si potrebbe dire che le cose che ho scritto e che scriverò in futuro potrebbero venire da un uso delle parole corrispondente ad un piccolissimo dizionario di duemila parole. E mentre poeti e filosofi spesso usano complesse costruzioni logico-linguistiche e parole ricercate e dal significato preciso io uso un dizionario che potrebbe essere quello di un bambino di dodici anni molto intelligente o di uno straniero che ha studiato una lingua per qualche anno fino al livello intermedio. Anche la lunghezza degli articoli è adatta a chi ha dieci minuti liberi e non ha tantissima attenzione, capacità, memoria o voglia, o che più probabilmente si dedica alla filosofia come hobby o come passione e legge velocemente da un blog. Questa non è una provocazione come quella che potevano aver fatto i dadaisti all'epoca, che avendo una ottima tecnica pittorica, si mettevano a disegnare figure semplici e quasi infantili.
C'è invece un motivo serio e profondo dietro queste scelte. Molti parlano del mondo delle idee di Platone, studiano, discutono, e perfino lo insegnano a parole. Ma per accedervi è un'altra cosa. E' necessario modificare un pochino il nostro modo di pensare ed il modo in cui organizziamo i ragionamenti, le parole e i significati che attribuiamo. Dietro un tale modo di pensare c'è anche, ma non solo, una sorgente di eterna giovinezza e di verginità mentale. Il corpo normalmente invecchia e andare contro l'invecchiamento del corpo oltre la normale cura e salute risulta morboso e innaturale. Mentre una mente fresca e uno sguardo su un orizzonte incontaminato e rigenerante sono possibili consigliati. Più che parlare di come dovremmo utilizzare il pensiero, linguaggio e memoria ho direttamente utilizzato tali strumenti nel modo che volevo trasmettere. Chi vorrà farà esercizi e meditazioni o discipline più precise e mirate.
Mentre per l'informatica o la matematica o la fisica o per la descrizione dettagliata di un ambiente o del carattere di una persona o di una serie di eventi è necessario un linguaggio preciso e univoco e anche di distinguere tra parole e situazioni in maniera netta e dettagliata per questi scopi filosofici o metafisici, di ricerca della verità e di andare al di la del tempo io consiglio di fare diversamente. Consiglio di avere un dizionario estremamente ridotto e di associare alla parola, oltre al suo significato preciso, una ideo o un concetto abbastanza ampio e sfumato in un modo consapevolmente ingenuo e approssimato. Questo ci aiuterà a notare immediatamente i concetti affini tra di loro ed averli vicini di modo da sapere subito tutte le analogie e ed i paragoni tra le cose e i significati apparentemente molto diversi e lontani. Quindi una immagine di insieme dell'universo linguistico e mentale contenuta approssimativamente in ogni singola parola. Questo creerà una sorta di nuvola di significati attivi e in movimento che può essere paragonato al mondo delle idee di Platone o ad un approccio olistico. Probabilmente esistono anche altri approcci per arrivare al significato ultimo e al senso della vita ma questa modalità è in un certo senso sicura. Possiamo mettere in discussione anche l'uso della memoria che facciamo oltre al pensiero e anche le emozioni e tutto ciò che ci riguarda fino ad avere una percezione animica. Si possono fare esercizi, studiare e confrontarsi. Il campo è aperto e si può anche mettere in relazione il metodo ascendente in cui si cerca il divino a partire dalle nostre possibilità e conoscenze, con il metodo discendente e quindi incontrando chi dice di custodire una rivelazione divina o dice di essere iniziato.
Si possono anche fare esercizi per perfezionare un'arte o una abilità discorsiva, di scrittura, manuale, o una conoscenza o maestria di un ramo del sapere o del saper fare. Anche pulire casa o fare la spesa o fare bene il proprio lavoro. L'invito è a non stare fermo e non essere pigro e a non scoraggiarsi  perchè queste cose sono tutte possibili. Con pazienza, volontà, sforzo e talento.
La maggior parte delle persone sono ferme, bloccate da limitazioni al livello di idee o convinzioni su cosa possono o non possono fare. E per questi limiti hanno una vita insoddisfacente, piccola e disarmonica. Io vorrei invece fare un caldo incoraggiamento per la realizzazione della propria e altrui felicità.
Se la cosa vi incuriosisce ma vi risulta un po' vaga potete fare dei tentativi con voi stessi e se non trovate una direzione o non arrivate a nulla potete cercare un buon insegnante.
In sostanza si può essere molto umili e altruisti ma anche fare bene le cose.





























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