Spartito colorato

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venerdì 20 luglio 2018

Discussione sopra i massimi sistemi

Scusate l'apparente altisonanza del titolo ma è necessario un tono rispettabile anche considerati gli aspetti ironici del post e il luogo in cui è scritto.

Federico entra in un bar. Nel bar ci sono due persone che parlano del più e del meno, un gruppetto che parla di calcio e altre persone che ridono e scherzano allegramente.
Federico è una tipo che ha difficoltà di socializzazione ma è molto gentile e ben vestito. Ha un tic all'occhio destro, che strizza quando è a disagio, ed ha un piccolo foulard giallo al collo. Un po' vistoso, ma carino.

Federico si avvicina al gruppetto che parla di calcio ed inizia a dire:
"Quale direzione volete che assuma l'uomo nello sviluppo dell'evoluzione?"

Il gruppo lo guarda un po' stupito, poi uno dice:
"Ma chi è questo scemo?"
"Un filosofo" risponde l'amico.
"Un matto" risponde il terzo.
"Credo possa essere un poeta" dice l'ultimo. Aggiunge: "io lo lascerei parlare per sentire cosa ha da dire".

Federico:
"Beh le persone non sono tutte uguali. Ci sono gli inglesi, ragazzi e ragazze, che lavorano molto, sono veloci e disciplinati, hanno poche emozioni e si lamentano poco. Sono bravi nelle scienze esatte e nei lavori da impiegati.
Poi ci sono gli ingegneri, di ogni nazionalità, che analizzano, studiano e progettano. Sono razionali e quelli bravi si curano anche del fisico e fanno attività o arti marziali.
Ma cosa sarebbe un mondo senza amore e fatto solo di disciplina e calcoli?
Ci sono le persone umane, gentili ed ispirate. Sono così di natura, ci diventano facendo amicizia, oppure studiano lettere e filosofia. Ma non trovano il lavoro a meno che non diventano insegnanti o riescono a vivere con la scrittura o con l'amore. Comunque si appoggiano a qualche struttura che li sostiene oppure fanno lavori molto umili in cui non riescono ad esprimersi.
Il fatto che esistono diversi tipi di persone, e non solo lavorativamente, o geograficamente, ma anche come carattere, significa che esiste una struttura nella società e ruoli e caratteristiche peculiari. Non tutti sono bravi nello stesso modo a fare le cose.
Invece un mio amico dice che non bisognerebbe essere nè schiavi nè capi, nè vittime nè carnefici. Solo esseri umani liberi.


E' una totale utopia. Ma secondo lui la libertà esiste ma raggiungerla è difficilissimo. E chi l'ha raggiunta non dovrebbe dirlo."
Poi Federico prosegue:
"Le case in cui viviamo come le vogliamo costruruire? Di mattoni? Molto aggregate come centri urbani pieni di traffico? O più distribuiti e ben collegati?
Oppure torniamo a vivere nelle capanne e nelle grotte e ci affidiamo alla natura?
E al lavoro c'è qualche azienda che fa qualcosa di etico e di realmente utile? Io ne sto cercando uno e sono disoccupato.
Come dovremmo spostarci? In automobile? In bici? O a piedi?
E le scarpe da ginnastica devono essere fatte tutte da grandi aziede straniere? O ci possono essere anche medie aziende o medio piccole che danno messaggi diversi?
E' lecita tutta questa maleducazione sull'autobus anche da parte dei conducenti, che sono ovviamente stressati?

Ha senso fare le vacanze tutte d'estate e tutti insieme per quindici giorni l'anno?
Perchè è così difficile trovare un lavoro part time? O un lavoro in cui ti trattano con i requisiti minimi di rispetto umano soprattutto se sei gentile?

L'uomo può sfruttare le risorse del pianeta come se fossero di sua proprietà o ha un limite in questo?
Perchè se una persona è capace e ha dimostrato di esserlo nessuno si fida per un progetto nuovo ? (in Italia)
Quanto è importante mandare uomini nello spazio o costruire grandi telescopi per scrutare il cosmo? "

Il gruppetto di appassionati di calcio aveva ascoltato poco e chiedono se il nuovo stadio sarà pronto per il 2020.
Ma nel frattempo un insegnante di filosofia della scuola superiore, molto aperto ed intelligente per la verità,  si era messo ad ascoltare e inizia a fare una critica metodologica. Dice: "Le tue considerazioni potrebbero avere un senso ma andrebbero espresse in modo diverso ed in luogo diverso. Comunque ci rifletterò."

Federico pensieroso guarda il soffitto e poi tranquillamente se ne va.
L'insegnante, come se fosse una cosa comune, si mette a camminare a quattro zampe indifferente dell'opinione altrui e indossa un collare nero, che disinvoltamente si è messo e con passo lento e ritmico se ne esce.
Un po' di tempo dopo escono molto lentamente un gruppo di lombrichi striscianti...



 




 


 



 

mercoledì 18 luglio 2018

Recarsi a Fontiba

Quante emozioni non ho provato. La sensazione di scappare via da una situazione di nascita perchè ostile o pericolosa, o semplicemente per conoscere altri mondi. Sapere cosa c'è oltre il deserto. Oppure stare nel deserto e vedere una oasi in lontananza. Si affrontano mille ostacoli, mille avventure, tanta attesa, perfino noia o la sensazione che si potrebbe sbagliare o che si sta sbagliando. Alla fine per avere una nuova vita, una nuova identità, nuove regole. Ma la vita è troppo breve. E se si tornasse alla terra di origine alla fine non si verrebbe più riconosciuti come uno del posto, ma si sarebbe stranieri. C'è forse pefino nostalgia per una terra arida e desolata. Mentre la nuova vita è tutta da costruire. Si può fare e disfare. Si può vendere e si può comprare. Si può sbagliare e poi correggere. Ora che ti ho trovato finalmente, dopo che ti ho cercato dappertutto, te ne svanisci come una illusione perchè questa lieta terra a cui aspiravi ti è servita solo per fare il viaggio.



 

mercoledì 11 luglio 2018

L'estate addosso

Qualcuno pensa che le stelle influenzano le persone. Io direi di certo di non credere all'astrologia o alla divinazione secondo la posizione degli astri. Però è indubbio che per esempio il nostro ritmo sonno - veglia è influenzato dal giorno e dalla notte, così come è indubbio che le stagioni possono influenzare il nostro umore, la semina e il raccolto, le vacanze e le nostre emozioni. Anche la luna sembra che abbia una influenza sulle maree e su altre cose. La fisica infine ci dice che esistono vari tipi di influnze sottili, anche a distanza, ma non ci dice che tali influenze hanno un effetto prevedibile, sopratutto sull'uomo. E comunque noi non siamo particelle elmentari nè dei campi di energia, ma siamo persone. Di fatto queste cose ti influenzano se ci credi e non ti influenzano se non ci credi. Però se dovessi credere a qualche tipo di influenza sottile ci crederei a due direzioni. E non nel senso che gli astri mi influenzano e regolano qualcosa della mi vita e io non posso decidere più di tanto ma nel senso che è possibile armonizzarsi con i vari cicli e gli eventi vicini e lontani. Anche rimanendo persone e non diventando dei ricevitori o dei trasmettitori cosmici.
 

giovedì 28 giugno 2018

La filosofia dell'oltre

E' interessante il tentativo di usare il linguaggio, il pensiero e le possibilità umane per seguire una profonda aspirazione a superare le limitazioni che ci vincolano e ci fanno sentire qualcosa di molto frustrato e di incompreso o comunque di non esprimere la nostra vera natura. E se abbiamo questa fortissima aspirazione che ci spinge a dialogare con chiunque, a farci domande, a guardarci intorno in modo critico, a studiare, ad incontrare chi si presume sia saggio e poi a non accettarne tutte le risposte per produrne di diverse e poi rileggere le risposte di chi è considerato saggio sotto un diverso punto di vista, se abbiamo questa aspirazione, senza la pretesa di imporre la nostra idea sugli altri, e probabilmente senza volarla insegnare se non per fare qualcosa di utile. E se non abbiamo neppure la volontà di nascondere o tenere per noi queste comprensioni allora probabilmente già abbiamo dentro di noi un seme o un riflesso in negativo di ciò che è oltre e già ce lo avevamo fin dal principio. Ed è stato forse ciò che è oltre a chiamarci e a motivarci proprio facendoci sentire che non potevamo essere quello che ci credevamo di essere e che gli altri ci dicevano perché era troppo ingiusto ed assurdo. Ci dicono che siamo una pozzanghera di acqua sporca e ci camminano sopra o ci aggirano. Eppure la pozzanghera riflette il cielo. Dove è il cielo?



giovedì 31 maggio 2018

La leggenda del tappetino che dice di sì



C'era una volta un tappetino che viveva davanti alla porta di una casa benestante. Il proprietario di casa quando entrava neanche lo notava, ci passava sopra ed entrava dritto e con passo molto deciso. Il tappetino aveva dei doni, tra i quali, quello di poter comunicare o parlare, ma solo molto sottovoce. Così il proprietario di casa non se ne rese mai conto. Il figlio del proprietario un po' più giovane quando passava sentiva qualche strano rumore, ma preso dalle proprie attività camminava velocemente e disinvoltamente. Il tappetino era sempre molto pulito, anche se non sempre alla perfezione, e faceva il suo dovere. Quando qualcuno aveva un passo un po' pesante il giorno dopo si lavava, ma a volte rimaneva qualche piccola macchia.
Arrivata la figlia il tappetino disse: "buongiorno", ma la figlia con le buste piene di vestiti e la testa sempre a pensare a cosa vorrebbe fare non se ne accorse nemmeno.
Il tappetino allora a volte pregava che venisse spostato in un altro luogo poiche sentiva che non era utile a nessuno.
La preghiera fù esaudita ed il tappetino si trovò davanti l'uscio di una famiglia di nobili. Il padre molto fermo e deciso non lo notava mai. Poi arrivò la moglie. "Buongiorno" il tappetino disse. Ma la moglie ci strofinava molto fortemente le scarpe con i tacchi non sentendo i lamenti nè il benvenuto del tappentino.
Un giorno mentre il tappetino stava per dire il suo "buongiorno" fu anticipato dalla figlia di questa famiglia nobile, vestita in modo semplice ma con un certo criterio. La figlia disse in anticipo: "buongiorno". Il tappettino inizio a pensare tra sè e sè che non solo questa ragazza si era accorta della sua presenza, ma che lo aveva salutato prima di lui. Poi la ragazza con scarpe pulitissime e passo leggiadro camminò oltre il tappetino. E la ragazza disse: guarda di quando in quando ti ascolto ma ho comunque delle cose da fare e tu dovresti continuare a fare il tuo compito.
Il tappetino allora pensò tra sè e sè che probabilmente lui era anche un po' più sporco delle scarpe della ragazza figlia di nobili nonostante cercasse di pulirsi con cura e poi questa ragazza lo aveva salutato anche prima di lui allora il tappetino neanche lì stava facendo alcunchè di utile e pregò ancora di trovare un altro posto.
Il giorno successivo si trovò davanti l'uscio di una casa di periferia. Una famiglia molto povera, forse impiegati o contadini. 
Il capofamiglia aveva degli scarponi da lavoro e non sentì neanche vagamente il sussurrato invito ad entrare. E poi il tappetino ci mise molto a pulirsi bene da quella sporcizia degli scarponi da lavoro.
Ma piu tardi arrivò il figlio molto giovane e con delle scarpe sportive leggere. Il ragazzo sentì una voce e iniziò a guardarsi in torno. "sono io" disse il tappetino, abbassati un po' e prova ad ascoltare. "dove stai andando?" in casa a fare i compiti. Il tappetino disse "ti posso aiutare". "Io nel tempo in cui ho lavorato ho raccolto molta saggezza". "E come mi puoi aiutare?" disse il ragazzo. Il tappetino rispose "non ti preoccupare tu vai in camera tua a studiare e avrai una visione". Il ragazzo non ci credette piu di tanto e andò come al solito in camera sua a studiare. Mentre studiava gli venne in mente questa idea: vorrei impegnarmi al massimo sia negli studi che nella vita per aiutare il prossimo. E mentre pensava questo gli cadde un libro da uno scaffale. Si avvicinò e vide qualcosa di molto interessante. E si senti immediatamente riempito di fiducia, di forza e di uno scopo nella vita. Disse "mi sento in pace e fiducioso nel futuro e so che cosa fare".
Il tappetino, che stava fuori dall'uscio sentì qualcosa. E disse tra sè e sè: "finalmente sono libero". Dal tappetino spuntarono due piccole ali, ma abbastanza grandi per sollevarsi da terra e piano piano si alzò, uscendo dal condominio e andando lontano in altri mondi, altre destinazioni, altre forme.


giovedì 10 maggio 2018

La filosofia della libertà

Parlami... di mondi lontanissimi. Vorrei poggiare la mia testa delicatamente sul fianco di una montagna. Quanto vive una montagna? Il tempo di immaginarla. Perché vi preoccupate del vivere? Perché vi preoccupate di un lavoro, di avere una casa, e siete continuamente preoccupati del vostro futuro? Non è forse vero che gli uccelli del cielo trovano da mangiare? E sono mai preoccupati? Non siete voi più importanti e degni degli uccelli del cielo?






lunedì 30 aprile 2018

La filosofia perenne

Per come la vedo io la filosofia perenne è una conoscenza che dà molto senso al vivere. Il senso potrebbe essere molto nascosto e in un certo senso imperscrutabile ma comunque una sensazione di star facendo qualcosa di utile anche quando non sei in una situazione propriamente allegra. Il senso potrebbe anche essere qualcosa di molto concreto e quindi la visione di un mondo non diviso dalle religioni, dagli stati, dagli "ismi" e da persone che non vanno d'accordo ma arricchito da queste diversità. Tra tutte le religioni e le correnti mistiche e le filosofie e perfino le scienze di ogni tempo c'è un filo comune, qualcosa che nella loro separazione e diversità comunque ne mostra un legame nascosto. Questa filosofia è assoluta nel senso potenziale. Ogni qualvolta ce ne è bisogno tale filosofia si sviluppa a partire dai saggi del passato e quindi è antica ma appare in forme nuove e inaspettate. I saggi del passato ovviamente vanno compresi per quanto possibile per quello che hanno detto realmente e non vanno interpretati secondo il nostro punto di vista o gusto personale. E quando questa filosofia viene portata alla luce per un attimo tutti sono concordi. C'è un forte lampo che rende questa verità evidente a tutti. Poi in quanto assoluto può anche svanire e dileguarsi. E qualcuno si illuderà e si metterà a venerare o a pregare un assoluto che non c'è più ma che c'è appena stato.