Spartito colorato

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domenica 4 ottobre 2009

Uno per tutti


Oh signore dei moschettieri,
cancella tutto ciò che è di ieri,
e se uno solo risulta disperso,
fai si che non si senta diverso.

Il mondo è piatto e fa tanta paura,
ma se pensi in grande ha la curvatura:
la nona, la quinta e l'ave maria,
salva il quarto che è alla deriva.

lunedì 21 settembre 2009

Una economia antropocentrica


Ecco il giusto scopo dell'economia: costruire una società in cui l'uomo sia più felice. Cioè il prodotto principale di una azienda dovrebbe essere la felicità e la salute dei dipendenti per esempio. Ma anche di produrre qualcosa di positivo per la società. Se ci riflettete è questo lo scopo dell'economia. In ultima analisi i prodotti e le strutture sono funzionali al benessere dell'uomo e non viceversa. Chiarito questo l'economia e le sue diverse teorie hanno fallito clamorosamente. I concetti come creare valore o cose del genere sono abbastanza lontani dalla realtà. Cioè non ci sono utili per andare nella direzione giusta. L'economia propone degli strumenti inadeguati. E neanche complessi modelli matematici ci sono di aiuto. Chi insegna economia o chi fa complesse teorie in genere ci sta mettendo la testa nel suo binario. Io consiglio di osservare il mondo come è fatto con i propri occhi e di non fidarsi dei cosiddetti esperti. Io penso che esista tutto un campo che non è misurabile. Al quale una scienza come l'economia non è in grado di dare un valore. Cioè bisogna riservarci un pezzo di mondo che è libero ed è esente dall'essere valutato. Altrimenti si arriva a dei paradossi. Per esempio un essere umano per quello che è può valere 1000. Diciamo lo sforzo evolutivo, la sua coscienza, la sua anima. Anche gli sforzi fatti per conquistare i diritti civili. E' un valore che si è accumulato in secoli di giusti impegni. L'economia si concentra tendenzialmente sui prodotti e sacrifica o distrugge o nega la libertà a un essere umano che vale 1000 per costruire un prodotto che vale 3. La stessa cosa per l'ambiente. Magari una pianta ha una complessità, una semplicità (al tempo stesso) e una bellezza. Oppure una foresta secolare con una altissima importanza biologica quanto potrebbe valere? Viene comunque trasformata in misera carta. E' come smontare una Ferrari e fonderla per ricavarne del ferro. Eppure così facendo il Pil come viene normalmente misurato aumenterebbe. Perchè l'economia ha sempre una visione parziale.
Ragazzi, voi valete tanto! E siete liberi da questa gabbia sociale. Questo è il messaggio.
Chi mette questi parametri arbitrariamente gioca con il nostro futuro e non ha alcuna consapevolezza del giusto peso delle cose. C'è un tesoro sommerso e invisibile ai più. Ma non è un prodotto. Per quanto mi riguarda le varie e complesse teorie economiche ancora non sono arrivate a capire dei concetti di base, quindi distolgono da quello che è lo scopo di una società. A volte succede anche peggio e cioè che teorie o interi sistemi di pensiero vengono sviluppati a supportare ciò che interessa una parte o una oligarchia facendo stare male la maggioranza.


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Una proposta concreta


Una ipotesi pratica potrebbe essere di realizzare uno spot pubblicitario che è in pratica un prototipo di comunicazione commerciale che mostra una famiglia felice, un prato verde, e poi il marchio inventato di una società. E subito dopo dei lavoratori privati dei diritti sindacali, bambini a cui è stata rubata l'infanzia e prodotti alimentari che fanno stare male, cioè un consumatore che guarda la tv e che è grasso per esempio. E poi alla fine "Ma ti sei mai chiesto se l'azienda da cui compri il prodotto è come appare in tv?" Il tutto senza loghi di aziende reali. Questo spot potrebbe essere finanziato dal governo, come pubblicità progresso, o da una associazione di consumatori o più realisticamente potrebbe essere uno spot fatto per circolare in rete. Ad esempio si potrebbe prendere ispirazione dal famoso documentario sull'11 settembre autofinanziato e autoprodotto.

sabato 19 settembre 2009

Un nuovo mondo

- Il seme di un modello che permette la libera iniziativa imprenditoriale ma che non auspica l'arricchimento indefinito -

Attualmente le persone sono adescate dagli spot televisivi e da tutto un sistema mediatico che li invita a consumare in varie forme. Anche subdole. Questo metodo ha grandi difetti. Nel nuovo mondo il vero scopo che si ha nel comprare dovrebbe essere l'amore per il prossimo, per le aziende che lavorano bene e per il prodotto che fa bene. Attraverso la libera scelta. Si dovrebbe arrivare ad un "lento corteggiamento" del consumatore. Il quale dovrebbe poter verificare anche che i messaggi pubblicitari (quindi che agiscono prevalentemente su un canale emotivo) siano veritieri. Il concetto di spot commerciale privato potrebbe cambiare radicalmente almeno così come è adesso e sostituito da una catena aperta in cui ci sia una verifica costante sullo stesso spot, sull'operato dell'azienda e sulla bontà del prodotto. Lo spot dovrebbe essere la sintesi artistica di questa verità. Nel medio o lungo termine si potrebbe arrivare ad una informazione commerciale che non è finanziata dallo stesso produttore bensì che parta dalla volontà di sapere dei consumatori e che la estenda. Per il breve periodo ci si può limitare a controbilanciare lo spot commerciale con dell'informazione libera che smaschera i prodotti o le aziende che non producono con il fine di una felicità collettiva. Questa informazione libera potrebbe essere promossa da liberi cittadini, associazioni di consumatori o cooperative. O potrebbe espandersi da questo blog. In teoria è sufficiente una piccola percentuale di consumatori che hanno questa consapevolezza e si comportano in questo modo per affiancare la tradizionale "economia egoista". Io vorrei vivere e lavorare per questo nuovo mondo. Nel sistema vecchio non ci sto più e non voglio lavorare per qualcosa lontana dal mio benessere e lontana dal benessere degli altri.

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