Spartito colorato

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domenica 16 agosto 2015

San Francesco di Paola

(Tratto da Wikipedia)
Francesco nacque a Paola (Cosenza), il 27 marzo 1416 da Giacomo Martolilla e Vienna da Fuscaldo (il nome certo non si sa; venne dato questo nome dai vecchietti dell'epoca che dicevano che "vinia da fuscaldo"), una coppia di coniugi dalla salda fede cattolica, devoti, in particolare, a san Francesco d'Assisi, all'intercessione del quale, pur trovandosi già in età avanzata, chiesero la grazia di un figlio.

Nato, dunque, il primogenito, fu per loro spontaneo imporgli il nome di Francesco.

Al primo si aggiunse, presto, un'altra figlia, Brigida.

Da bambino, Francesco contrasse una forma grave d'infezione ad un occhio, tanto che i genitori si rivolsero nuovamente in preghiera al "poverello d'Assisi", promettendogli, in caso di guarigione, che il piccolo avrebbe indossato per un anno intero (il cosiddetto famulato) l'abitino dell'ordine francescano.

Il decorso della malattia fu rapido.

Fin da piccolo, Francesco fu particolarmente attratto dalla pratica religiosa, denotando umiltà e docilità all'obbedienza.

All'età di tredici anni narrò della visione di un frate francescano che gli ricordava il voto fatto dai genitori.

Accolto nel convento francescano diSan Marco Argentano (Cosenza), vi rimase per un anno, adempiendo alla promessa dei genitori.

L'anno di famulato evidenziò le attitudini mistiche del giovane, compresi quei fenomeni soprannaturali che accompagneranno tutta la sua biografia, aumentandone la fama in vita ed il culto dopo la morte. Durante quest'anno di dedizione al convento, il piccolo Francesco si adoperò nell'osservanza regolare e nello sbrigare le mansioni umili della casa come la pulizia dei pavimenti, la cucina, il servizio della mensa e la questua, e praticava già molti digiuni e astinenze.

Concluso l'anno, i frati di San Marco Argentano avrebbero voluto trattenerlo, ma Francesco conservava il desiderio di conoscere anche altre modalità di vita consacrata prima di fare la sua scelta.

Nel 1430 svolse, con la famiglia, un lungo pellegrinaggio che, avendo Assisicome meta principale, coinvolse alcuni dei principali centri della spiritualità cattolica italiana: Loreto, Roma eMontecassino, toccando anche i romitori del Monte Luco.

Lo sfarzo della Città Eterna lo impressionò negativamente, spingendolo, sembra, a redarguire ilcardinal Cusano, al quale fece notare che Gesù non aveva avuto abiti così sontuosi.


Rientrato a Paola, iniziò un periodo di vitaeremitica, utilizzando un luogo impervio compreso nelle proprietà della famiglia e suscitando lo stupore dei paolani.

Nel 1435, altri si associarono a questa esperienza, riconoscendolo come guida spirituale.

Con i suoi, costruì una cappella e tre dormitori, dando, di fatto, inizio all'esperienza, tuttora in corso, dell'Ordine dei minimi.

Alle prime adesioni, se ne aggiunsero molte altre, tanto che il 31 agosto 1452il nuovo arcivescovo di Cosenza,monsignor Pirro Caracciolo, concesse l'approvazione diocesana, atto che comportava la facoltà di istituire unoratorio, un monastero ed una chiesa.

E proprio l'edificazione del nuovo monastero fu l'occasione che i concittadini di Francesco utilizzarono per attestargli la loro profonda stima: persino i nobili paolani fecero da operai per affrettarne la costruzione.

La fama di santità di Francesco si diffuse rapidamente, tanto che nel 1467papa Paolo II inviò a Paola un suo emissario per avere notizie sull'eremita calabrese.

Rientrato a Roma, l'inviato pontificio, monsignor Baldassarre De Gutrossis, presentava un rapporto obiettivo sulla vita di preghiera ed austerità che pervadeva il monastero.

Il 4 luglio dello stesso anno, quattro cardinali firmarono la lettera che concedeva l'indulgenza a coloro che avrebbero contribuito alla costruzione della chiesa del monastero di Paola, nonché a coloro che l'avrebbero visitata.

Nel 1470 ebbe inizio il procedimentogiuridico-canonico per l'approvazione definitiva del nuovo ordine di eremiti. La "causa paolana" fu patrocinata da monsignor Baldassarre da Spigno.

Il 17 maggio 1474, papa Sisto IVriconosceva ufficialmente il nuovo ordine con la denominazione:Congregazione eremitica paolana di San Francesco d'Assisi.

Il riconoscimento della regola di estrema austerità venne invece conpapa Alessandro VI, in concomitanza con il mutamento del nome in quello, ancora attuale, di Ordine dei Minimi.

Con l'approvazione, gli eremitaggi, sul modello di quello di Paola, fiorirono in Calabria e Sicilia.

Paterno Calabro, nel 1472, Spezzano della Sila, nel 1474, Corigliano Calabro, nel 1476, e Milazzo, nel 1480, furono gliapripista.

Francesco, che nel frattempo aveva trovato stabile dimora a Paterno Calabro, divenne, quindi, un punto di riferimento essenziale per la gente e per i poveri della sua terra.


A lui ci si rivolgeva per consigli di carattere spirituale ma anche per consigli più prettamente pratici.


venerdì 14 agosto 2015

Ascetismo urbano

Chi l'ha detto che per andare alla radice dei propri attaccamenti e del proprio sè sono necessari lunghi ritiri in isolamento? La città propone mille occasioni per avvicinarci a quelle parti di sè più intime e remote. Come si medita bene in discoteca! Nell'isolamento nel quale naturalmente si vive. Ognuno dentro la propria gabbia. Questa sofferenza ci invita a disfarci della parte che duole quando insoddisfatta. E via che la gabbia si toglie e ci si apre ad una nuova gentilezza. E gli altri che sono ancora sofferenti e brutali? Via con il cambiamento che si espande e si insegna.







sabato 8 agosto 2015

La stele di Rosetta

(Tratto da Wikipedia)
La Stele di Rosetta è una lastra ingranodiorite che riporta un'iscrizione, divisa in registri, in tre differenti grafie:geroglifico, demotico e greco. L'iscrizione è il testo di un decretotolemaico in due lingue emesso nel 196 a.C. in onore del faraone Tolomeo V Epifane[1] in occasione del primo anniversario della sua incoronazione. Poiché si tratta pressoché del medesimo testo, ed essendo il greco conosciuto, la stele offrì una chiave decisiva per poter procedere alla comprensione dei geroglifici, la cui interpretazione si basa su di essa[2].
La stele deriva il suo nome dal nome latinizzato di Rosetta, oggi nota come Rashid, antica città sul delta del Nilo, nelGovernatorato di Buhayra, dove fu scoperta nel 1799 da Pierre-François Bouchard, capitano nella Campagna d'Egitto di Napoleone Bonaparte. Fu lungamente oggetto di contesa fraFrancia e Inghilterra, e dal 1802 si trova a Londra nel British Museum[3], del quale, con le mummie, è l'oggetto più popolare[4].




lunedì 29 giugno 2015

Non delegare il tuo comportamento

Non delegare il tuo comportamento a delle regole stabilite da altri o perfino da te stesso. Capire ciò che è giusto o sbagliato è la sfida del vivere. Nemmeno un illuminato può darti delle regole di comportamento. Se c'è una persona che vuole fare il maestro ha il dovere di portare le persone alla sua consapevolezza. Le norme sono state date in ere precedenti per guidare chi era totalmente oscurato nel comportamento e nella comprensione. La sfida che si propone adesso è che tutti capiscano a livello di sentire un'etica profonda. E se non è possibile per tutti e ci sono delle persone di scarsa comprensione che devono avere delle regole esse non devono né imporre le regole agli altri più consapevoli né sentirsi superiori. 




giovedì 16 aprile 2015

Credere a più cose

Ecco il mio stato dell'essere: riesco a credere a più cose. Credo a gruppi che sono anche in contrapposizione. Ma non li vedo realmente in contrapposizione. Vedo che si sbagliano ad un certo punto della comprensione. E' un nuovo punto di vista. Sono in una posizione scomoda. Come farò per conquistare la fiducia di entrambi? E' molto difficile. Per me non esistono nemici nè sconosciuti. Li amo tutti come me stesso (anche se a volte non riesco ad amare me stesso). Le cose hanno una coerenza che le fa stare insieme. Non è una invenzione che vuole far stare insieme cose differenti o cambiare i gruppi spirituali. Ne riconosco la stessa intenzione.



martedì 31 marzo 2015

E' neve

E' neve: due fiocchi distanti hanno un centro comune. L'aria è densa. E non possiamo più parlare. 



Primavera rovente


Arriva potente
primavera rovente;
la sento, l'ho colta:
il prato mi ascolta.
Ritorna perduta
da dove è venuta.