Spartito colorato

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sabato 5 settembre 2015

Sull'esistenza di Dio

Dio esiste? In molti si sono fatti questa domanda. Le persone si sono divise e chiuse in sterili tesi. Chi sostiente ciecamente che esiste e chi sostiene altrettanto ciecamente che non esiste. Intanto direi che pronunciare la parola "Dio" senza averne una percezione diretta è come dire una falsità. È una parola da usare con parzimonia. Ma partiamo dai fatti. L'esistenza dell'altissimo è quantomeno auspicabile. Detto questo va constatato che il creatore non è una realtà separata da noi ma ci contiene. Inoltre quello che pensiamo su "dio" (il minuscolo è volontario) influenza il fatto di connetterci ad esso. Se l'impronunciabile per noi non esiste forse possiamo fare qualcosa per vederlo. Il fatto che "dio" sia diventata una parola scarica non ci autorizza ad abbandonare la ricerca. Allora vorrei lanciare una proposta. "Dio" potrebbe essere un progetto per il futuro. L'uomo potrebbe prepararsi per fare si che si concretizzi. Ovviamente non siamo noi a creare l'impronunciabile ma esso a creare un canale di comunicazione attraverso noi che lo aspettiamo. Vorrei chiarire che non mi sto riferendo ad alcuna delle religioni esistenti ma auspico il nuovo. Questa nuova consapevolezza viene a rivivificare sia coloro che hanno una religione sia a sorprendere quelli che una religione non ce l'hanno.







3 commenti:

  1. Caro Fabio, sai che ci sei simpatico e condividiamo spesso le tue idee e lo spirito con cui le scrivi. Ma qui, ti chiediamo scusa, ci sembra tu stia dicendo una bestialità senza capo né coda. 1° perché crei un parallelismo fra le religioni e l'Altissimo, quando questo parallelismo esiste solo per le religioni stesse, che sono organizzazioni umane come altre (e che quindi nulla hanno di trascendente), 2° perché ricerchi "il nuovo" senza (secondo noi) avere una percezione sia pur lontana e pallida del vecchio, o dell'antico almeno quanto l'uomo.
    Insomma il discorso che sottende al tuo pensiero è "visto che le religioni non funzionano nel rapporto con Dio creiamo qualcosa di nuovo", ragionamento in sé condivisibile, ma a una condizione: conoscere ciò che in passato invece "ha funzionato" nel rapporto fra uomo e Dio.
    Un po' perché su questi argomenti non si scherza. Un po' perché nella storia dell'uomo nel nome del "nuovo" è stata commessa ogni aberrazione.
    Grazie e scusa, eh?

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  2. la tua Fabio è una riflessione seria e da approfondire, poi ognuno è libero di scegliere se credere o no, mi hai dato un ottimo spunto ....

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  3. Io sono contento di accettare e di riconoscere i casi in cui c'è stato un reale contatto con il divino. Anche in passato. Per quanto riguarda le religioni tradizionali è evidente che alla loro origine c'è stato un tale contatto a volte mantenuto nei secoli come un focolare segreto altre volte perso. Non so se tu fai riferimento alla tradizione esoterica o altro ma non c'è niente di più presente del divino. E sebbene l'input arrivi da libri o tracce passate e solo attraverso la materia vivente e quindi il cercatore o la persona realizzata che Dio può manifestarsi. Per quanto riguarda il nuovo penso che ci sarà una nuova rivelazione.

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